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Comunicato stampa n. 5
La coesione dei produttori e il coinvolgimento emotivo
del consumatore, sono le carte vincenti
per una promozione e una vendita di
successo
In concomitanza della terza edizione del Concorso
enologico “Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet
Insieme”, si è svolto il convegno “Il vino: Dalla
Promozione alla Vendita”, facente parte della Campagna
“Vino è” promossa da UnaVini, i cui relatori sono stati:
Aldo Lorenzoni (direttore del Consorzio Tutela Soave),
Carlo Vischi (giornalista della Gribaudo editori),
Gianluigi Biestro (presidente Unavini),Pietro Pellegrini
(presidente della Pellegrini spa), Filippo Mangione
(Wine Educator Italia, Casa Vinicola Zonin), Giovanni
Arcari (Consulente tecnico commerciale – Agente di
Commercio), Luigi Odello (presidente Centro Studi
Assaggiatori).
I passaggi dalla promozione alla vendita devono essere
emotivamente coinvolgenti come emotivamente coinvolgenti
sono la produzione e la consumazione.
Il Conte Bonaventura Grumelli Pedrocca, presidente del
Consorzio Tutela Valcalepio, illustrando brevemente
l'importanza che ricopre un'iniziativa come il Concorso
Internazionale e per il panorama vinicolo italiano e per
il Valcalepio stesso, ha aperto il convegno, che rientra
tra le iniziative della campagna “Vino è”.
Sono sintetizzabili in originalità ed emozioni le parole
chiave di un progetto promozionale vincente, poiché una
comunicazione di tipo informativo colpisce il target a
livello esclusivamente razionale, mentre l’utilizzo
delle emozioni lo tocca su un piano più profondo,
maggiormente in grado di durare nel lungo periodo e
tradursi in comportamenti concreti.
Da recenti studi emerge, infatti, con forza la richiesta
da parte dei consumatori di una pubblicità originale,
che usi l’ironia, sia divertente, offra degli spunti di
seduzione visiva ma, soprattutto, sia in grado di
suscitare delle emozioni. Le tradizionali campagne di
comunicazione risultano quindi inadatte al nuovo
panorama, riallacciandosi a quanto emerso nel Convegno
svoltosi l'anno scorso (“La comunicazione del vino,
quella nuova”), ovvero la necessità di comunicare nuovi
messaggi sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione che
coinvolgano direttamente il consumatore in prima
persona.
Il consumatore ha bisogno di entrare nelle cantine,
condividere la storia del produttore, conoscere i
percorsi che hanno portato ad una determinata
produzione. Eventi che siano però più intimi (rispetto
alle grandi occasioni tipo le fiere), che diano una
reale possibilità di confronto tra chi produce e chi
consuma.
L'enologo Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Tutela
Soave, ha presentato il progetto di comunicazione che
sta coinvolgendo il Sistema Soave da alcuni anni e che
ha visto nei giorni scorsi il suo apice con lo spot
televisivo “L'amore è Soave”, claim di fortissimo
impatto emozionale.
Il progetto è stato fortemente voluto (e totalmente
finanziato) dai produttori che hanno colto il valore
della coesione e della sinergia per il raggiungimento di
un obiettivo.
Con la premessa fondamentale che vino e territorio sono
un binomio inscindibile, il giornalista Vischi ha
affermato che il mercato delle guide è in regressione,
perchè il consumatore ha bisogno di vedere, gustare,
provare e non bastano più delle descrizioni, anche se
ben fatte, dei prodotti e del territorio di provenienza.
Il consumatore ha bisogno di immergersi nel panorama e
nel gusto, ha bisogno di emozionarsi. Vengono quindi
preferiti dei percorsi emotivi spesso anticipati da
percorsi narrativi, ai percorsi didattico - descrittivi.
Centrale risulta essere in tale panorama il rapporto col
mondo degli chef, volano di comunicazione per il
territorio, mondo del vino e prodotti alimentari. Sono
loro i veri promotori dei prodotti enogastronomici.
L'enologo Biestro, con un intervento dal titolo “La
promozione del vino nell'ambito dell'Unione Europea: il
Progetto Vino è” ha illustrato il progetto di Una vini,
il cui obiettivo è quello di divulgare, nell’ambito
della Comunità Europea il concetto di VQPRD e promuovere
la conoscenza dell’originalità dei vini italiani, frutto
di territori circoscritti e di vitigni autoctoni. “Vino
è” è stato giudicato a livello europeo il progetto più
vicino e coerente allo spirito dei Regolamenti
comunitari nonché assolutamente efficiente dal punto di
vista del riscontro.
L'enologo Pietro Pellegrini, dopo una doverosa premessa
in merito alla figura del distributore, figura poco
diffusa e spesso confusa con quella più semplicemente
commerciale di grossista, ha fatto riferimento alla
sempre più attuale 'territorialità dei consumi', in modo
particolare riferita ai vini prodotti con vitigni
autoctoni o, come nel caso del Valcalepio, che prendono
il nome da una precisa zona di produzione. “Questa forte
territorialità dei consumi”, ha affermato” mi porta ad
una semplice ma assoluta conclusione: il vino che vive
un mercato difficile nel proprio territorio non potrà
mai, salvo eccezioni che confermano la regola, trovare
una facile vendita nelle altre zone di consumo”.
Pellegrini, in sintesi, afferma che le opportunità per
un distributore dalla promozione del territorio sono
l’anello mancante della catena.
A supporto, da una recente indagine è emerso infatti
che, a detta dei produttori di vino, fino a pochi anni
fa la cosa più importante per il successo commerciale di
un’azienda era il “marchio” o la “marca”, oggi secondo
gli stessi produttori, la cosa fondamentale è la
capacità di organizzazione commerciale, cioè la
distribuzione.
Il Dott. Mangione ha iniziato il suo intervento
affermando che oggi la rete di vendita è la variabile
strategica di una buona commercializzazione.
Data per scontata la qualità intrinseca del prodotto,
alla quale è stato dedicata negli anni passati la
massima attenzione, tutti i produttori sono convinti che
oggi lo sforzo strategico necessario sia verso lo
sviluppo ed un efficiente controllo della propria rete
distributiva. Anche questa, conseguentemente, deve
assumere connotazioni diverse; non basta più solo la
preparazione tecnica su prodotto e azienda, ma sono
necessari coinvolgimento e motivazione, come afferma
Giovanni Arcari durante il suo intervento.
Per le aziende di piccole dimensioni, che hanno relative
disponibilità economiche da dedicare alla comunicazione,
diventa fondamentale quindi avere una rete di vendita
che faccia al contempo, anche comunicazione. Il
“rappresentante”, diventa così il concreto aiuto nella
diffusione delle loro idee e conseguentemente nella
vendita del prodotto. Il 'venditore' deve allora fare le
veci del produttore, deve assumerne le caratteristiche
per coinvolgere l'interlocutore, per trasmettergli
emozioni, di gusto e di vita.
E parlando di emozioni, di gusto, di vita, l'enologo
Odello sottolinea come l'analisi sensoriale possa
costituire un valore aggiunto al momento della vendita e
un sostegno nel panorama della concorrenza. Il percorso
di analisi sensoriale (percorso seguito dai giudici)
consente al venditore di essere a conoscenza dei
meccanismi della percezione e della descrizione dei vini
raggiungendo così due obiettivi: da una parte la
capacità di argomentare meglio, di descrivere i vini in
modo appropriato e convincente correlando le loro
caratteristiche sensoriali alle notizie di produzione,
dall’altro comprendere meglio le obiezioni e rispondere
in modo esaustivo e tranquillo (autorevolezza del
venditore).
Le emozioni risultano essere dunque le vere
protagoniste, non solo del Concorso, ma anche del
Convegno; la sfera emotiva, quella più direttamente
coinvolta dal consumo del vino, deve essere la
principale destinataria delle campagne promozionali dei
prodotti del territorio.
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